«Potevate salvarle e non l´avete fatto. Potevate avere rispetto della loro morte e non l’avete avuto. Che siate maledetti».
Vera Carig, la nonna di Cristina e Violetta, le due sorelline rom morte annegate sulla spiaggia di Torregaveta.

Torregaveta, due ragazzine di 11 e 12 anni uccise dal mare mosso. In spiaggia c´è chi continua a prendere il sole a pochi metri di distanza
Napoli muore di indifferenza.
Qui non ti sorprendi più di niente e ti abitui a tutto.
Ad ogni piccolo sopruso quotidiano. Al parcheggiatore abusivo, al “cavallo di ritorno”, alle persone che girano con le Silver pezzotte, agli scippi per strada. Al mare che inquina l’anima. A Mappatella beach: tuffi e chiacchiere con il cadavere in spiaggia.

Un uomo muore alla Rotonda Diaz, in un tratto di mare neanche balneabile. Ma la gente continua la sua vacanza con il cadavere in spiaggia.
Ai motorini strombazzanti. Allo scarrellare dei ferri che anticipa la pioggia di ”Imi” sul “vai e vieni” della Cumana.
Ai “muorti accisi”.
A questi brevi intervalli di terrore. All’indifferenza dei passanti. Alle scene di vita quotidiana di una città in guerra.

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